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I nativi americani, parte 299ma

Fiume Cumberland. Foto di Simon da Pixabay

Storia Cherokee: decisioni poco lungimiranti

Nel 1779 i Chickasaw entrarono in guerra al fianco degli Inglesi e dei loro alleati indiani. Il colono George Rogers Clark, con un gruppo di 200 persone, costruì Fort Jefferson e un insediamento circostante il forte nelle vicinanze della foce del fiume Ohio, all’interno dei territori di caccia dei Chickasaw. Appena appreso dello sconfinamento, i Chickasaw distrussero l’insediamento, posero il forte sotto assedio e cominciarono ad attaccare le postazioni coloniche lungo la frontiera del Kentucky. L’anno seguente gli attacchi continuarono lungo il fiume Cumberland e nel territorio del Kentucky, effettuando la loro ultima incursione assieme ai Cherokee di Dragging Canoe. Le vecchie ruggini della guerra del 1758-1769 fra Cherokee e Chickasaw furono dimenticate di fronte al nemico comune.

Kingdom Come State Park, Cumberland, KY, USA. Foto di Joshua Michaels su Unsplash

Spostamenti

Nel corso del 1779 Robertson e John Donelson viaggiarono via terra. Seguirono il tracciato della “Kentucky Road” e poi fondarono Fort Nashborough a French Salt Lick, nel luogo dove prima sorgeva un avamposto francese chiamato Fort Cherleville, sul fiume Cumberland.

Dopo aver lasciato un piccolo gruppo di uomini sul posto, i due tornarono ad est. All’inizio del 1780 Robertson e un gruppo appartenente all’Associazione Watauga lasciò l’Est percorrendo la Kentucky Road diretto a Fort Nashborough. Nel frattempo Donelson attraversò il Tennessee con un gruppo che comprendeva la sua famiglia, allo scopo di attraversare la foce del Cumberland, e quindi raggiungere Fort Nashborough. Alla fine il gruppo raggiunse la sua destinazione, ma solo dopo aver subito parecchie imboscate.

Nel primo scontro, avvenuto vicino alla Tuskegee Island, i guerrieri Cherokee guidati da Bloody Fellow concentrarono la loro attenzione sulla canoa alla retroguardia, i cui componenti erano colpiti dal vaiolo. Vi fu un solo sopravvissuto, più tardi riscattato. Comunque questa si rivelò come una “vittoria di Pirro” per i Cherokee, poiché la conseguente epidemia li colpì a centinaia in quella zona. Parecchie miglia più a valle, la spedizione restò completamente esposta ai nemici durante il passaggio attraverso la Gola del fiume Tennessee (nota come Cash Canyon), perdendo un componente e avendone parecchi feriti. Qualche centinaio di chilometri ancora più a valle, la spedizione Donelson si ritrovò a Muscle Shoals, dove fu attaccata da un lato dai Muscogee, e dall’altro dai Chickasaw. L’attacco finale venne condotto dai Chickasaw in prossimità della moderna Hardin County, Tennessee, ma i Bianchi riuscirono a sganciarsi.

Cumberland Falls, Kentucky, USA. Foto di Tiffanie Conrad su Unsplash

Un triste epilogo

Poco dopo l’arrivo del gruppo a Fort Nashborough, Donelson, Robertson e altri stilarono il “Cumberland Compact”, documento che costituiva il nucleo della futura costituzione dello Stato del Tennessee. Infine, dopo la Rivoluzione, John Donelson si recò nella regione dell’Indiana, dove lui e William Christian vennero catturati nel 1786 in un combattimento nel Paese dell’Illinois contro gli Indiani della confederazione Wabash, e vennero bruciati al palo dai loro catturatori.

Una delle prime mappe dell’Indiana (realizzata nel 1816, pubblicata nel 1817) che mostra territori precedenti al Trattato di St. Mary’s che espanse la regione. Notare la posizione non accurata del lago Michigan.

Di “In 1816 mapmaker John Melish initiated a project to produce a map for each state and territory then in the Union. The Indiana map was the first one that Melish published in 1817.” – Digitized by Indiana State Archives, posted to Reddit:https://imgur.com/nsjsW7e, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=72712280

Fonte: farwest.it